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La Burton Snowboards, marchio che produce tavole da snowboard per tutte le discipline, produce anche una splitboard, ecco a voi la recensione di Igor
sistemi di risalita:
scietti -
splitboards -
snowshoes -
splitboard della Voilé
Anche la Burton Snowboards ha da tempo nel suo listino una tavola split, scomponibile, che ti permette di effettuare la salita in montagna come se avessi un paio di sci d’alpinismo.
Ovviamente anno dopo anno anche questo modello, che nasce sulla base della famosa Burton Custom viene migliorato ed alleggerito. Io ne possiedo una modello 2001/2002 che userò per illustrarvi le caratteristiche di questa linea di tavole che come meccanismo sono rimaste molto simili, se non uguali negli anni.
Descrizione della Splitboard come se dovessimo preparare la tavola per una gita
Sulla tavola in modalità discesa (foto 1) vengono sganciati i ganci in testa ed in coda (foto 2) e gli attacchi (foto 3, foto 4 e foto 5) dopo aver aperto gli appositi gancetti.
Gli attacchi non sono avvitati direttamente sulla tavola da snowboard, ma su delle piastre (foto 6) che tramite una leva attanagliano i due supporti fissi sulla tavola (foto 7).
Si fissano poi, sotto le due metà dello snow, le pelli di foca per la risalita. Nel caso della Burton sono di dimensioni mooolto generose (12 cm di larghezza) e ti permettono di salire un muro “in massima pendenza”, le pelli di foca vegono fissate sul nose con gli appositi ganci (foto 8, foto 9 e foto 10).
Come ultima cosa bisogna fissare gli attacchi sull’apposita base al centro della mezza tavola in direzione della salita (foto 11) stringendo i gancetti che abbiamo aperto per toglierli. La stessa “tenaglia” della piastra va a chiudersi sul supporto con due perni contrapposti (foto 12).
A questo punto siete pronti per partire verso una nuova salita e lasciare il/la partner a pulire il salotto dai trucioli di sciolina che avete appena spatolato dalla soletta (le foto non sono un caso! Io parto sempre dal salotto!).
Quando siete arrivati sulla montagna (così si esprime Jack Burton) dovete riunire le due mezze tavole.
Si tolgono le pelli, si staccano gli attacchi dalla posizione salita, si uniscono le mezze tavole facendo combaciare gli incastri (foto 13 e foto 7), si riposizionano gli attacchi in modalità discesa e viaaa…..
Fermi tutti! Adesso vi faccio io due domande:
a) siete dei creduloni che leggono quello che scrive Mr. Burton sul suo sito e corrono in negozio ad accaparrarsi un Burton Split o
b) siete dei freeriders attenti a dove investite i vostri quattrini e volete vederci meglio come funzionano le cose in realtà?
Nel caso a) non voglio trattenervi più a lungo, correte pure dal primo rivenditore.
Nel caso b) subitevi ancora queste quattro righe che vi saranno un po’ in aiuto almeno a non ripetere gli errori che ho commesso io per ignoranza.
Il lavoro da fare in salotto è facile ed intuitivo e non vi creerà grossi problemi. Questi potrebbero insorgere quando ormai siete sulla montagna e non riuscite a riassemblare la tavola per la discesa.
Accorgimenti per preparare la splitboard per filare via lisci senza inconvenienti
1) comperate una
bomboletta spray di lubrificante siliconico di generose dimensioni. La bomboletta vi servirà per lubrificare (ovvio, no?) abbondantemente e molto frequentemente le piastre degli attacchi e la corona di aggancio di quest’ultimi in modo che la neve ed il ghiaccio non vi si attacchino. Pena la rottura del gancetto che chiude la tenaglia della piastra. (questo accorgimento lo adopero anche sull’attacco step-in e la suola dello scarpone altrimenti in condizioni di tanta neve fresca faccio fatica ad “entrare”)
2) allenatevi a fare le operazioni di assemblaggio con metodo ed ordine a secco o in giardino (non è bello vedere metà della vostra tavola scendere velocemente giù dal pendio mentre voi avete già staccato ambedue gli attacchi e dall’altra metà state staccando l’ultima pelle)
3) usate sempre il laccio di sicurezza in dotazione sempre per il motivo che la tavola non scenda dalla montagna senza di voi
4) regolate con cura, ovvero non tendete troppo, le pelli poiché il gancetto posteriore tende a rompere l’elastico se questo e troppo teso.
Vedrete che così la splitboard della burton vi darà molte soddisfazioni e vi risparmierete molte imprecazioni e bestemmie dall’alto della montagna.
Pro e contro della Burtons S series Splitboard
Pro:
- la tavola, come tutte le split, vi permetterà di non gravare ulteriore peso sulle spalle e di non sprofondare tanto in neve fresca
- vi permetterà di risparmiare sul prezzo delle racchette da neve
- l’alzatacco è incorporato nella piastra dell’attacco, di facile sgancio (con il bastoncino) ed in discesa rimane nascosto sotto l’attacco (foto 15)
- i rampanti sono leggeri, ma mostruosi nella presa e di facile inserimento senza bisogno di sganciare lo scarpone (foto 16 e 17)
- la tavola è veramente buona in ogni situazione: dalla crosta al ghiaccio, in pista e nel marcio ecc. (nella “šfaria” (powder) vanno bene tutte)
Contro:
- il prezzo elevato del pacchetto (tavola, pelli e rampanti)
- assemblaggio non elementare del sistema attacco-piastra, ma lo si fa a casa e con le istruzioni scaricate dal sito. Sbagliando gli angoli potrebbe succedere di camminare in salita con le piante dei piedi non paralleli alla direzione di marcia con ovvie conseguenze sui vostri legamenti
- i traversi sono difficili sul “todo” (neve dura), ma non impossibili come con le racchette, visto che le lamine ci sono anche all’interno
- la tavola pur essendo progettata ad hoc (non è una Custon tagliata in due pezzi) “lavora” leggermente diversamente di sua sorella intera (flex più basso), ma fuoripista te ne accorgi di meno. E poi quando dopo una bella nevicata ti vedi un filetto di firn che ti spruzza in faccia dalla fessura di mezzo mentre scendi veloce dal pendio è davvero il massimo della goduria (anche perché la fessura è veramente stretta)
- assemblaggio non elementare in situazioni di molta neve fresca o scarso spazio dove appoggiare la tavola
- peso abbastanza elevato (rispetto ad un paio di Piumini con l’attacchino; sono gli sci di mia moglie che mi va via in salita, ma in discesa galleggio tre volte meglio!)
- ricambi praticamente impossibili da trovare (-100 punti Jack!)
Ho elencato troppi difetti? Guardate però che sono tutti, a parte il prezzo, colmabili con un po’ di buona volontà, periodica manutenzione ed allenamento.
Ho scritto un mattone illeggibile, vero? Purtroppo voglio tanto bene alla mia tavola, anche se tutta spelacchiata sopra (non so che picchio di vernice hanno usato), che ho voluto raccontarvela veramente tutta.
Igor ha iniziato a fare scialpinismo da quando aveva 18 anni e abitava ancora in città. Adesso ha superato la quarantina e vive in montagna (Cortina). Stufo delle due "breghe" (nell'idioma ampezzano vuol dire tavole, sci) nel 2001 ha rimediato una Burton Splitboard a metà prezzo (grazie a Marietto). Fù allora che ..."ha visto la luce"!