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BC all’Alpe Devero – Vetta monte Cazzola – 02/05/2016
Autore Messaggio
Traba Offline
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Video BC all’Alpe Devero – Vetta monte Cazzola – 02/05/2016

Che strana primavera, così strana che un week-end di nevoso maltempo ai confini con la Svizzera offre ai Pota l'occasione per un'uscita BC in val Formazza, precisamente all'Alpe Devero (1630mt): obiettivo finale il Monte Cazzola (2330mt).
Le webcam non lasciano dubbi: un sottile strato di neve ha imbiancato anche l'abitato di Devero, considerando l’esposizione a nord/nordovest, sussistono quindi tutte le buone premesse per una salutare passeggiata che vada a coprire i 700mt d+ per raggiungere la suddetta vetta.

Tra cascate, scoiattoli e gallerie scavate nella pura roccia, il tortuoso percorso in auto che sale verso Devero, ci immerge in un ambiente naturale e incontaminato la cui cornice è costituita dalle vette ancora innevate. Arrivati al parcheggio, che fa da ingresso al paese, veniamo accolti da folate di gelido vento per nulla incoraggianti, notiamo che solo un trio di ciaspolatori ha scelto la stessa meta e ci affidiamo a loro per ulteriori informazioni sul percorso da fare.
Nonostante il tempo non sia dei migliori, ancora con le nubi a farci da tetto, decidiamo di attraversare la bianca piana che ci conduce all’inizio del sentiero ai margini del bosco. Saliremo protetti dalla vegetazione sperando che, se non altro, cali l’intensità del vento.
Dopo aver perso una buona mezzora per montare correttamente le pelli sulla splitboard e aver cazzeggiato il giusto per le consuete battute di circostanza, iniziamo a seguire la traccia del trio che ci precede.
La prima parte è tutt’altro che agevole: il bosco non ben innevato, con radici e sassi che spuntano in ogni dove, presenta le sue insidie. Tardiamo quindi a prendere un buon ritmo e la mancanza di gamba in salita si fa presto sentire. In alcuni frangenti la scarsa lucidità ci porta persino ad avvistare ancora qualche reduce della grande guerra…ah, no, è solo Alex che accatasta indumenti sulla propria tavola.
Dopo circa i primi 200mt di dislivello, la neve inizia a prendere una buona consistenza e continuità, il passo si fa più regolare e in men che non si dica usciamo dal bosco in vista della tappa intermedia all’Alpe Misanco, 1900mt.
La pausa è d’obbligo, liquidi, zuccheri e sali minerali vanno reintegrati…Ragno estrae pozioni magiche da ciclista professionista che accompagna con pastiglie e polverine di dubbia provenienza! Nel mentre Alex scatena una guerra batteriologica multi stratificata dietro il capanno che ci fa da riparo.
“Beh, come dire, s’è fatta una certa, che ne dite, andiamo?”
La locomotiva della val Seriana non se lo fa ripetere due volte e, mentre io e il biodegradabile Alex arranchiamo a 30/35 passi alla volta, il bergamasco imposta un ritmo al cui cospetto Contador sembra un dilettante al suo primo tour.
Salendo, il panorama si apre un po’ alla volta, la neve, considerando il periodo, è decisamente abbondante e, tutto sommato, qualitativamente buona. Il paesaggio lascia presagire buone potenzialità da sfruttare in piena stagione, soprattutto tra invitanti boschetti. Dai versanti delle montagne a sud, udiamo il rumore di almeno cinque roboanti slavine che ci ricordano quanto la natura possa essere al contempo meravigliosa e letale.
Prima dello strappo finale, incrociamo e salutiamo il trio di ciaspolatori in fase di rientro; improvvisamente le nubi si diradano lasciandoci al cospetto di un caldo e splendido sole, fortunatamente l’aria continua a rimanere sufficientemente fresca grazie al vento che fa sentire la sua presenza.
Arriviamo in vetta al Cazzola accolti da un’avvolgente e spettacolare panorama, il cielo terso e azzurro esalta ancora di più la maestosità delle vette alpine che ci circondano, nell’assoluto e rasserenante silenzio è solo il vento che ci porta, da lontano, la propria voce.
E’ tempo di prendere fiato, assumere un po’ di calorie e prepararsi per la discesa anche se è molto forte la tentazione di fermarsi a oltranza lassù.
La discesa inizia su neve ancora godibile, qualche curva per riprendere confidenza con il mezzo dopo oltre un mese di stop e poi prendiamo la direzione degli impianti.
Man mano che scendiamo, il manto diventa sempre più insidioso, bagnato e colloso ma in poco tempo guadagniamo anche l’ultimo tratto della pista con ancora qualche centimetro di neve sotto le tavole.
Facciamo tappa al vicino rifugio per festeggiare con una buona birra e poi ritorniamo al parcheggio per prepararci agli oltre 20° presenti più giù in pianura.
Il rientro scorre via disquisendo della nuova conquista del giargiana, un austriaco, tale Mark Herpes, il tutto accompagnato dalla favolosa colonna sonora mixata da Alex per l’occasione…
"Mamma sono un latin lover", "Ma se dormi ancora col tuo orsetto Yoghy !", "Mamma, giuro, sono un latin lover ! !", "Mostrami gli occhi, le braccia, per me ti droghi !"

Stay tuned!

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Un passo alla volta, un respiro alla volta.
Tanto se non sopravvivi alla pallottola più vicina alla fronte, non devi preoccuparti di quella dopo...
09-05-2016 06:50 PM
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