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SNOBOARD BACKCOUNTRY
sistemi di risalita: scietti
- splitboards - snowshoes
Fare snowboard in paradisi vergini lontano dalle folle. ![]() Rispetto a solo qualche anno fa il cresciuto numero di snowboard freerider indica che la neve fresca è poca perfino nelle stazioni più grandi. Dopo una bella nevicata è sufficiente appena una mattinata per avere tracciati tutti i fuori pista visibili in resorts come La Grave, Val d’Isere o Chamonix. Anche paradisi nostrani per il freeride pià spartani come il Monte Rosa sono stati scoperti e la caccia alla neve fresca facile è sempre più ardua, gli angoli più nascosti degli appennini sono conosciuti e facilmente tracciati.
Comunque quando si tratta di accedere al backcountry per gli snowboarders le cose si fanno difficili. Negli anni l’attrezzatura da sci alpinismo e da telemark ha raggiunto quasi la perfezione. Nello sci alpinismo l’attrezzatura e ragionevolmente leggera e performante quasi quanto l’attrezzatura da pista. E’ possibile applicare pelli sotto gli sci, dare un colpetto ad una leva dell’attacco e arrampicarsi su pendii di 25 gradi con velocità di 400 metri di dislivello all’ora con relativa facilità. Utilizzando speciali ramponi (rampanti, crampons, harscheisen, couteaux) da applicare agli attacchi si possono affrontare pendii più ripidi e con neve dura, ghiacciata. Escursioni come la bella Col de Rochers a Les Arcs possono essere raggiunte in un’ora dagli impianti. Per assaporare la bellezza del backcountry inteso come freeride in neve fresca lontano dagli impianti, gli snowboarders hanno varie scelte: salire a piedi, usare le ciaspole (racchette da neve, snowshoes), utilizzare gli scietti o le splitboards (tavole divisibili).
Quando si va in gruppo bisogna considerare che è necessaria una forte disciplina, gli snowboarders tendono infatti a scendere velocemente e frequenti stop lungo il pendio non sono i benvenuti. In condizioni normali questo richiede che il primo del gruppo a proceda notevolmente avanti gli altri per valutare eventuali rischi e segnalarli. E fortemente raccomandabile che un rider abbia il compito di ultimo e controllare di essere sempre tale, tale rider deve essere forte e capace in modo da avere la capacità di assistere i compagni. Infine un paio di radio, oggi molto diffuse, legali ed economiche come le pmr 446 o lpd, con batterie ben cariche risultano spesso molto utili (anche per sincronizzarsi e fare belle foto e video). Quando le condizioni peggiorano (nevicate, nebbia) è richiesta una notevole attenzione e lucidità nelle decisioni. Bisogna evitare di passare a monte delle piste, soprattutto se si tratta di pendii ripidi superiori ai 25 gradi e il rischio valanghe è superiore al 2. Se si provoca una valanga e questa invade le piste da sci anche se nessuno si fa male si va incontro a rischi legali, penali molto pesanti.
Il backcountry non è come uno snowpark. Non fare salti, cliff o altre figure di snowboard freestyle. Le figure che si vedono nei video di snowboard sono ben pensate, attentamente organizzate e provate. La maggior pressione di salti o trick può essere un grilletto per una valanga. Nella salita fare attenzione alle creste e alle cornici, sono instabili ed è anche possibile caderci insieme. Ci sono già stati casi di incidenti mortali di snowborders caduti perché passati sopra a cornici. Ricorda di scegliere tragitti sicuri e di portare sempre l’ARVA, la pala e la sonda che sono essenziali.
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